TRASFORMAZIONE ALIMENTARE: Impianti per la produzione di prodotti da forno

20.03.2026
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Un caso studio sulla prevenzione delle muffe, la sicurezza alimentare e la qualità.

PANORAMICA DELLA PROBLEMATICA
Per i produttori di pane a fette confezionato, la stabilità microbiologica rappresenta un elemento cruciale.
Anche quando i processi di cottura sono accuratamente monitorati, la comparsa di muffa pochi giorni dopo la produzione può ridurre notevolmente la durata di conservazione del prodotto e comportare costosi resi.

IDENTIFICAZIONE DELLA FONTE
Muffa: la sfida affrontata da un produttore industriale di pane in fette per sandwich che gestisce linee di produzione ad alta capacità.
Nonostante il rigoroso monitoraggio delle materie prime, dei parametri di cottura e delle condizioni di confezionamento, dopo 4–6 giorni alcune confezioni hanno cominciato a evidenziare una crescita visibile di muffa tra le fette di pane.
Inizialmente, il team di produzione si è interrogato sul motivo per cui la muffa fosse apparsa tra le fette anziché sulla crosta.

Le analisi microbiologiche hanno escluso contaminazioni durante la preparazione dell'impasto e la cottura. Il pane esce dal forno con temperature interne superiori a 95–98 °C, eliminando così la maggior parte dei microrganismi. L'indagine si è quindi focalizzata sulle fasi successive alla cottura:
  1. raffreddamento del pane
  2. trasferimento al taglio
  3. affettatura e imballaggio
Il monitoraggio ambientale ha identificato spore di muffa aerodisperse, in particolare contaminanti frequenti nei prodotti da forno come Penicillium e Aspergillus. Questi microrganismi sono ampiamente presenti negli ambienti di produzione alimentare e possono diffondersi nell'aria delle aree di lavorazione.
Come nasce la muffa tra le fette di pane?

Se sulla superficie del pane sono presenti spore di muffa, le lame dell'affettatrice possono trasferirle dalla crosta alla mollica interna durante il processo di affettatura.
Una volta confezionate, l'ambiente umido e l'ossigeno residuo consentono a queste spore di germinare.
La muffa, pertanto, diventa visibile giorni dopo, man mano che si formano colonie tra le fette.
PUNTI DI CONTAMINAZIONE
Dopo la cottura, i prodotti passano a un sistema di raffreddamento a spirale che raffredda grandi volumi di pane in modo efficiente in uno spazio compatto.
All'interno della spirale, i pani rimangono per 45–90 minuti, a seconda delle dimensioni del prodotto e della velocità della linea. La circolazione forzata dell'aria rimuove calore, riducendo la temperatura interna da circa 200 °F a circa 85 °F prima di affettatura e confezionamento.

Elevati volumi di aria ricircolata consentono un raffreddamento rapido, ma possono anche trasportare contaminazione aerodispersa se spore di muffa sono presenti.
Queste spore spesso hanno origine da gestione delle materie prime, aree di confezionamento o infiltrazione di aria esterna. Il flusso d'aria continuo all'interno della spirale può distribuire spore in tutto l'ambiente, permettendo loro di depositarsi su pani appena sfornati.

In questa fase, il prodotto è vulnerabile. Sebbene la cottura riduca notevolmente la carica microbica, il pane rimane caldo e ha elevata attività dell'acqua (aw ≈ 0,95), condizioni che favoriscono crescita microbica se contaminazione avviene.
La muffa, pertanto, diventa visibile giorni dopo, man mano che si formano colonie tra le fette.

COME LA TECNOLOGIA UV-C VIENE IN AIUTO A PROTEZIONE DELLA QUALITÀ
Per ridurre la contaminazione durante le fasi più sensibili della produzione, l'azienda ha installato sistemi di disinfezione dell'aria UV-C nelle aree chiave della linea.
I sistemi UV-C sono stati integrati nel processo di raffreddamento a spirale per trattare l'aria in ricircolo. Disinfettando continuamente l'aria all'interno del tunnel di raffreddamento, il sistema riduce le spore di muffa aerodisperse prima che raggiungano il prodotto.

Per una protezione aggiuntiva, sono state installate unità UV-C per superfici a monte dell'affettatrice, fornendo una fase finale di riduzione microbica sulla superficie del prodotto prima dell'affettatura.

Punto di controllo critico
Il raffreddamento costituisce uno dei principali rischi di contaminazione nella produzione di prodotti da forno. Il pane esce dal forno quasi sterile, ma entra rapidamente in contatto con l'aria circostante.
L'installazione di un sistema di disinfezione dell'aria a raggi UV-C nei refrigeratori a spirale riduce costantemente i microbi presenti nell'aria, salvaguardando il prodotto nella sua fase più vulnerabile e contribuendo a prolungarne la durata di conservazione.

RISULTATI
Dopo l'installazione dei sistemi UV-C, il produttore ha monitorato la contaminazione ambientale e la durata di conservazione dei prodotti.
I risultati hanno evidenziato:
  • significativa diminuzione delle spore di muffa aerodisperse nelle zone di raffreddamento
  • nessuna presenza di muffa tra le fette confezionate
  • migliore stabilità nel corso della conservazione
Questi miglioramenti sono stati raggiunti senza alterare la ricetta, introdurre conservanti o rallentare il processo produttivo.
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Selezioniamo la configurazione UV più idonea per fornire la dose di raggi UV necessaria al flusso d'aria in ogni passaggio o alle superfici del prodotto.
Attraverso alcuni semplici parametri chiave, possiamo stimare con precisione la riduzione microbica attesa.
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Si osservano i risultati
Il sistema si adatta al vostro processo. Con oltre 40 anni di esperienza nella tecnologia UV, le nostre soluzioni sono
progettate in base alle vostre condizioni operative, fornendovi un maggiore controllo del processo e la massima serenità.
Una volta che ci siamo focalizzati sul monitoraggio delle spore di muffa nell'aria durante la fase di raffreddamento, la situazione è migliorata rapidamente. Durante le ispezioni di routine, gli auditor hanno riconosciuto il nostro approccio proattivo, finalizzato a migliorare sia la sicurezza che la qualità.

Responsabile senior per la qualità

F.A.Q.

I raggi ultravioletti sono onde elettromagnetiche che fanno parte della luce. Le onde elettromagnetiche si suddividono in tre principali fasce di lunghezza d'onda, espressa in nanometri, nm: Raggi ultravioletti (UV) 100-400 nm Raggi visibili (luce) 400-700 nm Raggi infrarossi (IR) 700-800.000 nm I raggi UV sono a loro volta identificati in tre bande:

  • UV-A (315-400 nm) con proprietà abbronzanti;
  • UV-B (280-315 nm) con proprietà terapeutiche e di sintesi della vitamina "D";
  • UV-C (100-280 nm) con proprietà germicida.

I raggi UV-C (100-280 nm) hanno forte effetto germicida e presentano la massima efficacia in corrispondenza della lunghezza d'onda di 265 nm. L'effetto germicida delle radiazioni UV-C si estende a batteri, virus, spore, funghi muffe ed acari; esso è dovuto soprattutto all'effetto distruttivo esercitato dalle radiazioni UV-C sul loro DNA; i raggi UV-C infatti danneggiano il loro apparato riproduttivo impedendone la replicazione.

Batteri Virus, Spore Funghi, Muffe ed Acari, sono tutti sensibili, quindi eliminabili, con i raggi UV-C. I microbi non possono acquisire resistenza ai raggi UV-C, cosa che avviene con l'uso dei disinfettanti chimici e antibiotici. I raggi UV sono ecologici. Con l'utilizzo dei normali disinfettanti è inevitabile l'inquinamento ambientale. Esiste inoltre il pericolo di gravi rischi che possono verificarsi per inalazione diretta dei vapori oppure per ingestione di prodotti alimentari inquinati da un eventuale contatto con gli stessi disinfettanti di origine chimica. Dove non è possibile eliminare l'uso dei disinfettanti chimici (industrie alimentari, Farmaceutiche, Sanità, etc) l'uso dei raggi ultravioletti nella disinfezione permette di ridurne le quantità con un notevole risparmio economico ed una maggiore attenzione all'ambiente, mantenendo e quasi sempre migliorando il grado di disinfezione. Gli apparecchi a raggi UV-C possono essere installati su ambienti e macchinari ed essere programmati per mantenere lo stesso grado di disinfezione giorno e notte garantendo condizioni ideali dal punto di vista igienico senza alti e bassi. Al contrario disinfettanti chimici svolgono la loro azione con la massima efficacia solo al momento del loro uso. Con l'impiego degli apparecchi equipaggiati LIGHT PROGRESS i costi di esercizio sono esigui; possiamo affermare che un impianto UV-C “LIGHT PROGRESS” non richiede manutenzione, se non per il normale ricambio delle lampade. Il rapporto costo/benefici è da considerarsi ottimo; gli apparecchi sono potenti e di notevole durata. Per questo la distruzione dei germi mediante gli UV-C, in confronto (od in interazione) agli altri sistemi, risulta di basso costo e di notevole effetto.

I raggi UV-C funzionano davvero, se applicati correttamente e con le dovute precauzioni. La differenza fra un progetto di qualità e una applicazione senza risultati è data dalla profonda conoscenza dell'argomento e dall'esperienza acquisita nel tempo. Dal 1987 Light Progress realizza progetti di successo in tutto il mondo e ha acquisito una clientela costituita da Società importanti in tutti i settori che necessitano di condizioni igieniche verificate per generare prodotti e servizi di qualità.